Rocca la Meja 2.831 m
Tourenbeschreibung vom 22.10.2021
Länge ca.8,0 km
Zeit ca. 6 Stunden
Schwierigkeit: F
Hinweis: Der angegebene Schwierigkeitsgrad bezieht sich auf den Zeitpunkt, zu dem wir die Tour gemacht haben. Bei Schnee, schlechtem Wetter oder schlechter Sicht kann sie sich stark ändern.
Am Zusammenfluss der Täler Stura, Grana und Maira, auf über 2.000 m Höhe, befindet sich die Gardetta-Hochebene. Die Rocca la Meja ist ein weithin sichtbarer Felsklotz, ein toller Berg, der über der Gardetta-Hochebene thront. Der Weg ist jedoch nicht zu unterschätzen und muss mit dem nötigen Können und der nötigen Ausrüstung bewältigt werden. Vom Gipfel hat man einen sehr weiten Blick auf alle Berge der Cottischen-Alpen.
Mit dem Auto:
Es gibt zwei Startpunkte, den vom Colle Margherina auf 2.420 m und den vom Colle del Preit auf 2.070 m - letzterer ist auf ordentlicher Asphaltstraße ab Canosio recht bequem zu erreichen.
Den Schotterweg zu den Gias della Margherina ist von Juli bis September zu empfehlen da die Straße über Preit im Sommer für den Autoverkehr gesperrt ist.
Den Schotterweg zu den Gias della Margherina ist von Juli bis September zu empfehlen da die Straße über Preit im Sommer für den Autoverkehr gesperrt ist.
Wegbeschreibung / Routenverlauf:
Vom Parkplatz aus oben am Colle del Preit, folgt man dem Weg der erst etwas nach unten über die Brücke führt und dann auf der anderen Talseite wieder leicht ansteigend an den zwei Hüttenruinen vorbeiführt. Der unscheinbare Weg biegt nach rechts ab und trifft bald auf einen schönen Weg, der von Norden kommt. Dieser in südöstlicher Richtung folgen und mit regelmäßigem Anstieg über schöne Almen weitergehen. Man nähern sich dem Schotterweg in der Nähe der Gias della Margherina und biegt weiter in Richtung Nordosten ab. Oben bei den letzten Weiden angekommen, findet man links eine Kreuzung, die mit zwei Steinhaufen markiert ist. Folgen Sie dem Weg, der nach Norden führt. Hier haben Sie zwei Möglichkeiten:
1. nicht zu empfehlen, nur zum Abstieg - Folgen Sie dem Grat in Richtung des Felsvorsprungs. Ein paar kleine Steinmännchen führen uns zur Wand. Extrem anstrengender Aufstieg (ein Schritt vor und zwei Schritte zurück) auf Schotter bis zum Wandeinstieg.
2. - rechts den Weg weitergehen die Wiesen überqueren und auf einen deutlichen braunen Pfad zielen. Auf dem Weg angekommen, einfach links unterhalb der Felswand den Steig bis zum Beginn der Mauer hochgehen.
Ab hier führt der gemeinsame Weg weiter. Rechts abbiegend passiert man einen Felsvorsprung, der von zwei Metallseilen unterstützt wird. Dann führt ein Stufenabschnitt zum großen Sims, durchquert von einem Kiesweg, der die Mauer schräg nach Osten durchschneidet. Teilweise ist es etwas ausgesetzt und immer sehr steil.
Fast am Ende biegt der Felsvorsprung nach links ab und erreicht den zerklüfteten Südostgrat. Ab hier Beginnen die eigentlichen Schwierigkeiten der gesamten Route. Links befindet sich eine tiefe und lange Rinne, die in der Mitte von einem weniger steilen Abschnitt unterbrochen wird.Mit großer Vorsicht, besonders wenn sich andere Personen auf der Route befinden, geht man vorzugsweise auf der linken Seite, die felsiger ist und man die Felsblätter gut greifen kann, während man auf der rechte Seite mehr lose Steinplatten vorfindet.
Die Nut im oberen Teil verengt sich und es gibt einen schwierigeren Abschnitt, in dem ein Metallseil angebracht ist, das oben mit einer Kette verbunden ist (das Seil ist nicht befestigt und es wird nicht empfohlen, es bergauf zu verwenden, während es beim Abstieg nützlich ist). Nach der schwierigen Strecke kommt man auf eine ebene Fläche und beginnt dann wieder zu klettern, am besten links haltend. Man kommt an eine Scharte und von dort biegt der Weg nach rechts ab und überwindet eine schwierige Felspassage, die nicht sehr griffig ist.
Nach dieser Strecke sind die letzten Meter leicht und man erreicht links den Gipfelgrad, auf dem das Kreuz mit Gipfelbuch platziert ist.
Descrizione del tour dal 22/10/2021
Dislivello circa 770 m
Lunghezza circa 8,0 km
Tempo circa 6 ore
Difficoltà: F
Nota: il livello di difficoltà specificato si riferisce al momento in cui abbiamo effettuato il tour. Può cambiare in modo significativo in caso di neve, maltempo o scarsa visibilità.
L'altopiano della Gardetta si trova alla confluenza delle valli Stura, Grana e Maira, ad oltre 2000 m di altitudine. La Rocca la Meja è una roccia che si vede da lontano, una grande montagna che troneggia sull'altopiano della Gardetta. Tuttavia, il percorso non deve essere sottovalutato e deve essere padroneggiato con le competenze e le attrezzature necessarie.
Dalla vetta si ha una vista molto ampia su tutte le montagne delle Alpi Cozie.
In macchina:
Ci sono due punti di partenza, quello dal Colle Margherina a 2.420 m e quello dal Colle del Preit a 2.070 m, quest'ultimo facilmente raggiungibile su una discreta strada asfaltata da Canosio.
La strada sterrata per il Gias della Margherina è consigliata da luglio a settembre in quanto la strada via Preit è chiusa al traffico in estate.
Indicazioni / percorso:
Dal parcheggio in cima al Colle del Preit si segue il sentiero che prima scende un po' sopra il ponte e poi dall'altra parte della valle sale leggermente oltre i due ruderi di capanna. Il sentiero poco appariscente svolta a destra e in breve incontra un bel sentiero che arriva da nord. Si segue in direzione sud-est e si prosegue con una salita regolare su bei pascoli alpini. Avvicinarsi al sentiero sterrato nei pressi del Gias della Margherina e svoltare ancora più a nord-est. In cima agli ultimi salici troverete sulla sinistra un bivio segnalato da due mucchi di sassi. Seguite il sentiero che va a nord. Hai due opzioni qui:
1. sconsigliato, solo per la discesa - seguire la cresta verso la cengia. Un paio di piccoli ometti ci portano al muro. Salita molto faticosa (un passo avanti e due indietro) su ghiaia fino all'imbocco della parete.
2. - proseguire a destra lungo il sentiero, attraversare i prati e puntare su un chiaro sentiero marrone. Arrivati per strada, basta risalire il sentiero a sinistra sotto la parete rocciosa fino all'inizio della parete.
Da qui continua il cammino comune. Svoltando a destra si supera una cengia sostenuta da due funi metalliche. Quindi un tratto di gradini conduce alla grande cengia, percorsa da un sentiero sterrato che taglia la parete ad angolo verso est. A volte è un po' esposta e sempre molto ripida.
Quasi alla fine la cengia piega a sinistra e raggiunge la frastagliata cresta sud-est. Qui iniziano le vere difficoltà di tutto il percorso. Sulla sinistra si apre un profondo e lungo canalone, interrotto al centro da un tratto meno ripido.
Con molta prudenza, soprattutto se ci sono altre persone sulla via, è preferibile camminare sul lato sinistro, che è più roccioso e si può facilmente aggrapparsi alle lastre di roccia, mentre sul lato destro si trovano lastroni di pietra più smossi.
La scanalatura nella parte alta si restringe e c'è un tratto più difficile dove è attaccata una fune metallica, che è collegata ad una catena in alto (la fune non è attaccata e si sconsiglia di usarla in salita, mentre è utile quando discendente è). Dopo il tratto difficile si arriva ad un fondo pianeggiante e poi si ricomincia a salire, preferibilmente tenendosi sulla sinistra. Si arriva ad una tacca e da lì il sentiero piega a destra e supera un difficile passaggio roccioso poco pratico.
Dopo questo itinerario gli ultimi metri sono facili e si raggiunge la vetta sulla sinistra, sulla quale è posta la croce con il libro di vetta.